Girando a destra, diretti verso la navata centrale, si può scorgere l'ambone piccolo, detto  Guarna dal nome del committente, l'arcivescovo Romualdo II.

L’ambone è splendidamente decorato da mosaici e sculture. Sul lato sinistro, sono rappresentati, due profeti: Isaia e Geremia con il rotolo aperto in mano, che preannunciano la venuta di Cristo. Sul lato frontale invece, sono raffigurati gli evangelisti Matteo, simboleggiato dall’angelo che regge il Vangelo, e Giovanni rappresentato dall’Aquila i quali testimoniano la vita di Gesù in terra. Sotto la sporgenza circolare della cassa, invece, è raffigurata una grande testa virile che potrebbe rappresentare la testa di Abisso. I capitelli delle quattro colonne sono tutti figurati con eccezionali sculture, che ripropongono delle forme di vita sulla terra. Sull’angolo esterno occidentale, fra foglie di acanto sono scolpite a tondo telamoni nudi e cariatidi abbigliate da ancelle e romane, mentre sull'altro esterno sono rapprese animali terrestri e volatili. Sui lati addossati alla parete, quello occidentale è composto da sirene e tritoni che rappresentano il mondo marino, mentre sull'altro lato sono scolpiti solo elementi vegetali che descrivono la flora terrestre. La datazione dell'ambone si aggira intorno al 1180, data di morte di Romualdo Guarna.

Di fronte, sul lato destro della navata, si trova l’ambone maggiore detto D’Aiello. Esso è più ampio e monumentale del primo e la sua funzione era collegata principalmente con la liturgia delle feste pasquali. La vasta cassa poggia su dodici colonne i cui lati a vista sono decorati da plutei musivi in pasta vitrea tipici dell'arte bizantina. Le colonne presentano dodici capitelli scolpiti con varie figure. L'ambone presenta la particolarità di due lettorini scolpiti, di cui uno rivolto verso il coro ed un altro verso il centro della navata.

AMBONI