Passando attraverso l’ingresso laterale, si penetra all’interno della cattedrale. La prima cappella che s’incontra conserva il fonte battesimale e la statua lignea di S. Antonio di Padova del XVII secolo. Il fonte battesimale presenta una struttura semplificata ottagonale in commesso marmoreo composta da una vasca con copertura, di cui la parte più interessante è data dal gruppo scultoreo in bronzo raffigurante il battesimo di Gesù. Avanzando, si giunge alla seconda cappella concessa dall'Arcivescovo Bonaventura Poerio alla congrega di San Giuseppe. Sull’altare, in marmi policromi, è collocata la tela con “La morte di S. Giuseppe” firmata da Matteo Chiariello.
La cappella successiva, da cui prende il nome, venne eretta dalla famiglia Pinto, che diede incarico di realizzarla nel 1708 a Virginio Ogna. Sull'altare si trova un dipinto, raffigurante L'Immacolata con i santi Filippo Neri e Michele Arcangelo attribuibile al pittore Michele Ricciardi, attivo nella prima metà del XVIII secolo. Avanzando si arriva alla Cappella della famiglia Lembo o Pentecoste, considerata certamente la più ricca da un punto di vista artistico. Venne realizzata da Virginio Ogna su disegno di Ferdinando Sanfelice, mentre tutti gli intagli in marmo e le sculture, compreso il medaglione posto sulla destra sono opera di Matteo Bottigliero. Sull’altare c’è una tela raffigurante la Pentecoste databile 1722 opera di Francesco De Mura. La cappella successiva conserva la monumentale scultura lignea gotica di Santa Maria degli Angeli. databile con certezza tra il 1364 e il 1378. Essa è stata ricavata da un grande tronco di legno. Di seguito, troviamo la cappella di proprietà della famiglia Della Corte. Sull’altare si trova un dipinto raffigurante San Francesco di Paola in gloria con caratteri stilistici che rimandano ad un classicismo misurato proprio della cerchia degli allievi di Paolo De Matteis.