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San Donato Vescovo e Martire

Patrono di ACERNO si festeggia il 7 Agosto

Donato nacque verso la fine del terzo secolo a Roma, secondo il Martirologio del secolo XI; ebbe ottimi genitori che gli imposero il nome Donato per mostrare la loro gratitudine al Signore di averlo avuto come dono della sua immensa paternità. Per prepararlo alla difesa della fede cristiana ed istruirlo nello studio, fu affidato da ragazzo al sacerdote Epigmenio. Intanto nel 303 l'imperatore Diocleziano iniziò la persecuzione contro i cristiani e tra le prime vittime furono proprio il maestro e i genitori di Donato, il quale lasciò Roma e si fermò ad Arezzo.

Nei pressi di questa città viveva un anacoreta di nome Ilarino, a cui il giovane Donato si rivolse per continuare gli studi ma soprattutto per vivere nella solitudine, nella contemplazione nella penitenza. Ma il vescovo di Arezzo, Satiro, chiamò Donato accanto a sé e lo ordinò diacono, esercitando per due anni questo ministero per accedere poi al sacerdozio, divenendo vero apostolo in mezzo ad una società in gran parte ancora pagana. La preghiera e la predicazione furono il pane con cui Donato nutriva la sua gente.

Alla morte del vescovo Satiro, la diocesi di Arezzo resta vacante e per acclamazione il popolo scelse Donato, nonostante la sua ritrosia, come Pastore e Maestro nella fede. Fu consacrato vescovo a Roma nel 346 dal Pontefice Giulio I, fortissimo assertore del Concilio di Nicea contro l'eresia ariana. Tutto il suo episcopato fu contrassegnato da preghiera, predicazione e operosa carità, a servizio dei poveri, tanto che il papa stesso definì Donato l'apostolo della Toscana. Donato subì il martirio per decapitazione il 7 agosto 362. Il culto è ampiamente diffuso in tutta Italia ove si trovano molte chiese dedicate a lui e viene venerato particolarmente come protettore dei casi epilettici. Nel 1612 le reliquie di San Donato arrivarono in provincia di Salerno, per mezzo del vescovo Barzellino e nella comunità di Acerno si venera una reliquia del Capo di San Donato, come si rileva da documenti del secolo XVII esistenti in Arezzo. La reliquia del Santo si conserva in un prezioso busto dorato esposto nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, mentre in processione viene portata l'immagine del Santo in busto argentato del XVIII secolo ed il 7 agosto di ogni anno, con la guida dell'Arcivescovo di Salerno, l'intero popolo acernese rende l'omaggio di fede e di devozione al suo Santo Patrono.

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